Il 4 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Ingegneria per lo Sviluppo Sostenibile, istituita dall’UNESCO in collaborazione con la World Federation of Engineering Organizations. Questa ricorrenza nasce per riconoscere il ruolo centrale dell’Ingegneria nel costruire un futuro più sostenibile, resiliente ed innovativo, in linea con gli obiettivi globali di sviluppo.
L’Ingegneria è: infrastrutture sicure, digitalizzazione, innovazione tecnologica, transizione ecologica; rappresenta la capacità di trasformare le sfide ambientali e sociali in soluzioni concrete. In occasione di questa giornata, abbiamo scelto di raccontare l’Ingegneria attraverso uno sguardo specifico: quello delle donne di GDG che ogni giorno contribuiscono con competenza, visione e leadership allo sviluppo di progetti nei campi della Geotecnica, della Digitalizzazione ed innovazione e della Green engineering.
In una realtà tecnica come la nostra, dove la presenza femminile rappresenta un elemento imprescindibile, anche nei ruoli di responsabilità, vogliamo condividere esperienze, prospettive e riflessioni su come l’Ingegneria stia evolvendo non soltanto da un punto di vista tecnologico, ma anche culturale, con un occhio di riguardo nei confronti della responsabilità verso il Futuro.
Geotecnica: quale ruolo ha l’Ingegneria geotecnica nel contesto delle opere di Ingegneria civile? Come sta cambiando la Geotecnica grazie all’avvento delle nuove tecnologie?
L’Ingegneria geotecnica svolge un ruolo cruciale nella progettazione delle opere civili, in quanto è coinvolta trasversalmente in tutte le tipologie di progetto. L’Ingegneria civile non si limita solo alla progettazione di interventi specifici, come opere sotterranee o opere di sostegno, ma fornisce anche i fondamenti per comprendere le caratteristiche dei terreni ed i meccanismi di interazione di questi ultimi con le strutture, indipendentemente dal fatto che si tratti di progettare un viadotto o un edificio.
La geotecnica da questo punto di vista è fondamentale non solo per la scelta dei parametri con cui caratterizzare correttamente il comportamento dei terreni, ma anche per definire, solo per citare un esempio applicativo, le caratteristiche delle opere di fondazione di una struttura in elevazione; in altre parole, senza una progettazione adeguata delle fondazioni, non sono a priori garantite le capacità prestazionali delle opere e dunque la loro fattibilità.
Prima ancora degli aspetti esecutivi e del monitoraggio le modellazioni numeriche avanzate ci consentono di simulare diversi scenari progettuali in un momento precedente alla realizzazione fisica delle opere e di ricalibrare i modelli sulla base dei dati di monitoraggio acquisiti. A tal proposito, lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni e l’arrivo sul mercato di sensoristica innovativa, integrata a piattaforme IoT, hanno trasformato notevolmente sia l’approccio progettuale, sia la realizzazione delle opere di Ingegneria, geotecnica e non. Oggi possiamo impiegare sensori in cantiere che monitorano in tempo reale i principali parametri che descrivono il comportamento delle opere; questi dati ci permettono di monitorare l’eventuale raggiungimento delle soglie di allerta definite nella fase progettuale, migliorando al contempo l’accuratezza della misura, riducendo i tempi di acquisizione ed aumentando la continuità nel tempo della misura stessa. Tutto ciò si traduce in un incremento tangibile degli standard di sicurezza ed in una contestuale riduzione dei rischi residui durante la costruzione. La modellazione numerica e l’implementazione di un sistema di monitoraggio “adattivo” sono attività ormai consolidate nella pratica progettuale e che giocano un ruolo di prim’ordine nell’assetto delle procedure decisionali: ad esempio, nella progettazione dei capannoni commerciali al “Da Vinci Center” (Fiumicino), l’ampia rete di strumenti di monitoraggio impiegata ha consentito di calibrare correttamente le analisi numeriche finalizzate a simulare il reale effetto della realizzazione dei pali di fondazione degli edifici; in un secondo momento queste stesse analisi sono servite durante la realizzazione delle opere per cogliere il reale comportamento delle strutture.
Digitalizzazione e innovazione tecnologica: in che modo stanno trasformando il campo dell’Ingegneria?
La digitalizzazione ha cambiato in maniera sostanziale il modo in cui affrontiamo la progettazione e la gestione delle opere, sia in fase di realizzazione, sia in fase di esercizio. Negli ultimi anni infatti quest’ultima ha modificato il modo di fare Ingegneria, ad esempio mediante l’introduzione della modellazione BIM (Building Information Modelling), con cui si consegue un approccio integrato tra progettazione, gestione delle informazioni e modelli digitali, in modo da migliorare i processi di pianificazione e coordinamento tra Team multidisciplinari, semplificando l’approccio anche degli interventi più complessi. A tal riguardo alcune competenze sono diventate fondamentali: saper gestire ed interpretare i dati provenienti dal monitoraggio, comprendere i modelli digitali, come anche saper coniugare sinergicamente le diverse discipline, stante il fatto che tali processi coinvolgono più figure professionali contemporaneamente. Gli Ingegneri e le altre figure professionali che entrano nel processo di progettazione devono oggi saper combinare competenze tecniche tradizionali con conoscenze digitali e capacità organizzative, proprio perché l’adozione del BIM è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti, sia nella fase di progettazione sia nella gestione delle opere in esercizio. GDG riconosce l’importanza del BIM per migliorare l’efficienza e la qualità dei progetti e per tale ragione ha implementato nei propri processi questa innovazione tecnologica. Inoltre è opportuno sottolineare come l’avvento dell’Intelligenza Artificiale abbia stravolto il concetto di digitalizzazione, consentendo di sviluppare in maniera smart innumerevoli applicazioni che, se sapute gestire in maniera consapevole, offrono un interessante potenziale nello sviluppo di un progetto. Trattasi di uno strumento di inaspettata espansione e che promette nei prossimi anni di rivoluzionare ulteriormente la gestione delle opere ed il concetto di fare Ingegneria, fermo restando il ruolo centrale che deve avere la figura dell’Ingegnere nelle scelte decisionali.
Green engineering e sostenibilità: cosa significa concretamente la “green engineering”?
Per noi di GDG il concetto di “green engineering” significa integrare sostenibilità ed ottimizzazione delle risorse in tutte le fasi del progetto, a partire dal Conceptual Design fino allo sviluppo in cantiere, nonché durante la gestione dell’opera nel corso della sua vita utile. Fare “green engineering” oggi non è solo una questione di tecnologia, ma implica anche un profondo cambiamento culturale e gestionale. L’approccio all’Ingegneria sostenibile nasce dalla consapevolezza che la società si sta sensibilizzando sempre di più nei confronti dei temi ambientali e dunque le scelte progettuali stanno rispondendo di pari passo a tale reale esigenza. La cultura della sostenibilità deve essere promossa, non solo a livello di conoscenze tecniche, ma deve diventare sempre più un obiettivo imprescindibile da perseguire in ogni processo progettuale. Sebbene oggi molte scelte siano influenzate dai contenuti delle normative ambientali, che di certo non possono essere ignorate, riteniamo che queste normative siano necessarie, ma non sufficienti e che quindi debbano essere affiancate da approcci progettuali concepiti nell’ottica di soddisfare i reali fabbisogni della società, riducendo al minimo il rischio che l’attenzione alla sostenibilità rimanga solo una mera formalità. Rispetto al passato sicuramente c’è una maggiore consapevolezza verso questi temi, in particolare da parte dei giovani, ma rimane un punto essenziale che la sensibilità culturale diventi parte integrante del processo decisionale, in modo che i processi virtuosi non vengano percepiti come dei vincoli imposti, ma piuttosto come il principio guida durante tutte le fasi del progetto. Negli ultimi anni bisogna ammettere che è sempre più richiesta l’adozione di alternative progettuali che riducano il consumo di suolo e più in generale l’impatto ambientale, anche attraverso l’utilizzo di materiali che rispettino i CAM (Criteri Ambientali Minimi) e la riduzione dell’impronta di CO2 durante le fasi realizzative. Infine, in ambito geotecnico non bisogna sottovalutare che un ben pensato piano di indagini, in fase di progettazione, permette una riduzione delle possibili incertezze legate alle caratteristiche del sottosuolo, consentendo la progettazione di opere che non siano inutilmente sovradimensionate, con conseguente riduzione di costi di realizzazione e soprattutto di impatto ambientale.
L’ingegneria al femminile:
Storicamente percepita come una disciplina tecnica prettamente “maschile”, l’Ingegneria sta evolvendo anche dal punto di vista culturale. Quali prospettive si stanno delineando oggi per le giovani professioniste nel settore?
Il settore dell’Ingegneria è tuttora in gran parte a prevalenza maschile, sia nell’ambito delle realtà progettuali, sia e soprattutto in cantiere. Bisogna prendere atto delle realtà professionali in cui ci troviamo a lavorare e a collaborare quotidianamente, dove è purtroppo ancora evidente che le giovani professioniste debbano dimostrare costantemente e maggiormente le proprie competenze, per ottenere gli stessi riconoscimenti professionali attribuiti ai colleghi. Non si può non sottolineare che nel mondo del lavoro in generale, ma soprattutto in settori tradizionalmente a maggioranza maschile come l’Ingegneria, le giovani professioniste si trovino ad affrontare sfide significative, tra cui la disparità salariale e le difficoltà legate alla maternità, come il rischio di licenziamenti o penalizzazioni. Oltre a questi ostacoli sistemici, molte donne faticano a vedere riconosciuto il proprio valore e a consolidare la propria credibilità professionale. Questi temi, purtroppo, sono ancora una realtà diffusa in molti settori lavorativi. E’ opportuno comunque evidenziare che il settore dell’Ingegneria è, per sua natura, articolato e dinamico, ancora di più in un periodo di grande espansione tecnica e tecnologica come quello attuale. In questo contesto le giovani professioniste che iniziano ad approcciarsi al mondo dell’Ingegneria trovano sempre più l’opportunità di partecipare fin da subito a progetti di rilievo, acquisire esperienza diretta in ruoli operativi o di supporto tecnico e costruire progressivamente una figura professionale con competenze che permettano di accedere a posizioni di maggiore responsabilità. In pratica, pur senza illudersi che il settore sia già equo e ricordando la molta strada che c’è ancora da fare, bisogna sfruttare tale apertura temporale che offre maggiori possibilità, per continuare a ridurre il gap che indubbiamente si è visto negli ultimi decenni.
GDG presenta una forte presenza femminile anche in ruoli di responsabilità. Quanto conta avere modelli di leadership femminile per le nuove generazioni che approcciano questa disciplina?
Avere colleghe in posizioni di responsabilità dà un forte segnale e va nella direzione di promuovere una maggiore apertura alla crescita professionale, dimostrando che la carriera tecnica non è riservata ad un genere specifico. I modelli di leadership femminile aiutano a normalizzare la presenza delle donne in ruoli decisionali e a dimostrare, giorno dopo giorno, come competenza e professionalità siano i criteri principali per crescere. In questo senso, la nostra realtà rappresenta un modello virtuoso da replicare, degno di essere riconosciuto e valorizzato come esempio di un mondo del lavoro in continua evoluzione e che riconosce il valore personale e professionale del singolo individuo.
In certi contesti, le maggiori difficoltà affrontate dalle donne per raggiungere posizioni che soddisfino le proprie ambizioni professionali possono dare vita ad un clima ostile verso le colleghe; la nostra realtà segue invece un modello diverso. Per GDG, la responsabilità è percepita non come un esercizio di potere derivante dalle difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi personali, ma piuttosto come un impegno costante ad essere un esempio positivo per l’intero Team.
Per le nuove generazioni ciò significa vedere che è possibile accedere concretamente a ruoli complessi e di coordinamento grazie solo ed esclusivamente ai propri meriti e capacità. Non è una questione di “esempio motivazionale”, ma di rappresentazione reale: osservare leadership femminile all’interno di GDG rende più chiari i percorsi professionali e facilita l’integrazione nei Team tecnici.
Il cantiere è tradizionalmente un ambiente a prevalenza maschile. Come viene percepita oggi la presenza femminile nello svolgimento di attività operative e di supporto tecnico alle lavorazioni?
La presenza femminile all’interno degli ambienti di cantiere viene percepita ancora come una figura di rottura rispetto alla tradizione. Esiste ancora una sorta di scetticismo, più o meno latente, accompagnato dal pregiudizio che una donna non sia in grado di adattarsi alle dinamiche di cantiere. Tuttavia la percezione che si ha oscilla tra due estremi: da un lato c’è il timore che una donna sia fuori luogo in un ambiente storicamente poco signorile, dall’altro si tende a vederla come un elemento che porta gentilezza e novità; dunque, l’obiettivo rimane quello di superare questa visione estetica-caratteriale per arrivare ad una percezione basata invece sulle competenze tecniche e sulla solidità professionale. In altre parole, in molti cantieri la presenza femminile resta insolita e porta ancora una certa sorpresa o curiosità da parte dei colleghi. Non sempre il contributo tecnico viene riconosciuto automaticamente e può capitare di dover dimostrare con maggiore insistenza le proprie capacità rispetto agli altri. Tuttavia, lavorare sul campo consente di costruirsi la propria credibilità giorno dopo giorno e partecipare attivamente alla vita di cantiere rende la presenza femminile gradualmente accettata e integrata all’interno del Team. Resta comunque un ambiente in cui la diversità non è ancora del tutto scontata e dove il percorso di integrazione richiede costanza e professionalità.
Guardando alla vostra esperienza, quali cambiamenti avete osservato negli ultimi anni rispetto all’accoglienza e all’integrazione delle donne nei contesti di cantiere?
Negli ultimi anni si percepisce una progressiva normalizzazione riguardo l’accoglienza e l’integrazione della figura femminile all’interno dei cantieri: l’aumento numerico delle professioniste in questo ambiente sta portando le maestranze ad abituarsi a questa presenza, riducendone la sorpresa legata alla novità. Tuttavia, la disparità numerica resta comunque un elemento importante: commenti come “finalmente una donna in cantiere!” dimostrano come, per quanto benevoli e gentili siano, la distinzione di genere risulti ancora evidente e diventi un filtro attraverso il quale veniamo osservate. Si potrebbe affermare di essere in una fase transitoria: l’integrazione è iniziata, ma l’obiettivo verrà raggiunto quando la nostra presenza diventerà semplice e ordinaria quotidianità.
l’Ingegneria femminile del futuro in tre parole:
EVOLUZIONE: è il legame necessario tra l’innovazione tecnologica che stiamo vivendo ed il superamento dei vecchi schemi. Non si tratta solo di progresso tecnico, ma anche di crescita culturale che porti con normalità la figura femminile ad essere parte integrante dei processi decisionali e operativi.
EQUITA’: intesa come la promozione di una cultura che abbatta i pregiudizi, per valorizzare meriti e competenze. L’auspicio è quello di riuscire a creare con sempre più naturalezza dei contesti lavorativi in cui il talento sia riconosciuto senza distinzioni di genere, liberando le professioniste dal peso di dover dimostrare costantemente il proprio valore rispetto agli altri.
CONSAPEVOLEZZA: significa adottare un approccio progettuale che tenga in conto l’impatto tecnico, ambientale e sociale delle proprie scelte, ma anche promuovere un ambiente di lavoro inclusivo, in cui competenze e ruoli non siano condizionati dal genere. Vuol dire favorire una cultura in cui le differenze non diventino barriere, ma elementi di arricchimento, ed avere la volontà concreta di superare stereotipi e dinamiche consolidate, promuovendo un ambiente basato su rispetto, merito e valorizzazione delle competenze.
Ing. Sofia Gervasio, Ing. Arianna Pellumbi, Dott.ssa Geol. Rossana Merlo



